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Pubblicità su Google AI Mode, annunci in dieci nuovi Paesi e inserzioni nelle ricerche conversazionali

Una lente di ingrandimento racchiude una sequenza di fumetti conversazionali e una scheda commerciale con il simbolo di una borsa per acquisti.
Contenuto curato da Stefania Spoltore

Google amplia la presenza degli annunci sponsorizzati nelle ricerche basate sull'intelligenza artificiale e introduce negli Stati Uniti un formato capace di comparire anche durante le domande successive di una conversazione. L'annuncio, pubblicato il 28 ottobre 2026, riguarda dieci nuovi mercati e segna un ulteriore passaggio nell'integrazione della pubblicità all'interno di AI Mode, la modalità di ricerca che permette agli utenti di formulare richieste articolate, confrontare informazioni e approfondire gli argomenti attraverso domande consecutive.

La novità interessa direttamente il funzionamento delle campagne Google Ads. Le inserzioni possono essere associate a richieste che esprimono immediatamente un'intenzione commerciale, ma anche a ricerche esplorative nelle quali l'interesse verso un prodotto o servizio emerge progressivamente.

La pubblicità su Google AI Mode si estende quindi a una fase della ricerca nella quale l'utente potrebbe non avere ancora individuato cosa acquistare, quale servizio richiedere o quali caratteristiche considerare determinanti. Google punta a riconoscere queste esigenze attraverso il contenuto delle domande e delle risposte generate dal proprio sistema.

Dieci nuovi mercati per gli annunci in AI Mode

L'espansione annunciata da Shashi Thakur, vicepresidente e general manager di Google Search Ads e Ads on Google Experiences, comprende Australia, Canada, India, Kenya, Malaysia, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Filippine e Singapore.

Si tratta dei dieci Paesi nei quali Google ha comunicato l'estensione della pubblicità all'interno di AI Mode. L'operazione riguarda la monetizzazione della ricerca conversazionale e deve essere distinta dalla disponibilità della funzione AI Mode, già introdotta in numerosi mercati attraverso precedenti aggiornamenti.

Il calendario indicato da Google comprende anche Brasile, Messico e Regno Unito, ma con una differenza sostanziale. Questi tre Paesi sono stati menzionati tra i mercati interessati da ulteriori estensioni previste nel quarto trimestre 2026. L'annuncio del 28 ottobre non li include dunque nel gruppo dei dieci mercati oggetto dell'espansione comunicata.

La documentazione di Google Ads precisa inoltre che la distribuzione degli annunci nelle esperienze AI non è necessariamente uniforme tra Paesi, lingue e formati. La disponibilità documentata riguarda l'inglese e contempla alcune differenze, come quella del Pakistan, dove sono indicati soltanto annunci testuali.

L'Italia non compare tra i Paesi interessati dall'annuncio pubblicitario del 28 ottobre. La possibilità di utilizzare AI Mode per effettuare ricerche non equivale all'attivazione delle inserzioni sponsorizzate nella stessa esperienza. Non sarebbe quindi corretto interpretare l'espansione internazionale come una conferma della disponibilità del formato per le campagne rivolte al mercato italiano.

Negli Stati Uniti arrivano gli annunci multiturn

La modifica più significativa riguarda gli annunci multiturn, introdotti negli Stati Uniti per consentire la visualizzazione di inserzioni durante le domande successive all'interno di AI Mode.

In una ricerca tradizionale, l'utente inserisce una query e riceve una pagina di risultati. Quando desidera approfondire, può avviare un'altra ricerca, modificando le parole utilizzate. In AI Mode, invece, la conversazione può proseguire mantenendo il riferimento agli argomenti già affrontati.

Una persona potrebbe iniziare chiedendo quali caratteristiche valutare nell'acquisto di una bicicletta elettrica, approfondire successivamente l'autonomia necessaria per determinati percorsi e arrivare infine a confrontare modelli compatibili con un budget preciso.

È un esempio ipotetico, ma chiarisce il cambiamento. L'intenzione commerciale può diventare riconoscibile soltanto dopo alcune interazioni, quando emergono esigenze sufficientemente dettagliate da rendere pertinente una proposta pubblicitaria.

Gli annunci multiturn permettono di intercettare anche questi momenti successivi. Google ha confermato il lancio statunitense e ha precisato che le inserzioni continueranno a essere identificate dall'etichetta Sponsored, distinguendole dai contenuti organici.

La documentazione tecnica chiarisce che gli annunci possono essere visualizzati all'interno o accanto alle risposte generate dall'intelligenza artificiale, in sezioni riconoscibili come sponsorizzate. La presentazione grafica può cambiare attraverso i test condotti dalla piattaforma.

L'annuncio non specifica invece percentuali di diffusione del nuovo formato, risultati economici attesi o miglioramenti garantiti nelle conversioni. Non viene nemmeno descritto un sistema di acquisto pubblicitario separato, riservato esclusivamente alle conversazioni composte da più domande.

La pubblicità su Google AI Mode introduce quindi nuove occasioni di esposizione commerciale, senza che questo implichi automaticamente nuove modalità autonome di gestione delle campagne.

Le ricerche in AI Mode sono mediamente tre volte più lunghe

Google collega lo sviluppo dei nuovi annunci a un cambiamento misurato nel comportamento degli utenti.

Secondo il documento How people are using AI Mode in the U.S., diffuso nel maggio 2026, le query formulate in AI Mode hanno mediamente una lunghezza tripla rispetto alle ricerche tradizionali.

Il dato viene ripreso nell'annuncio del 28 ottobre, ma la fonte originaria è un'analisi di Google dedicata all'utilizzo di AI Mode negli Stati Uniti. Non rappresenta quindi, nella sua formulazione documentata, una misurazione indipendente riferita a tutti i mercati nei quali il servizio è disponibile.

Il rapporto descrive una maggiore propensione a esprimere richieste complesse attraverso il linguaggio naturale. Nelle ricerche tradizionali, gli utenti tendono spesso a condensare il proprio bisogno in poche parole. Le interazioni conversazionali consentono invece di specificare circostanze, preferenze e limitazioni già nella domanda iniziale.

Lo stesso documento rileva che negli Stati Uniti le domande successive in AI Mode sono cresciute mediamente di oltre il 40% al mese nel periodo analizzato. È un'indicazione della maggiore diffusione delle interazioni prolungate, ma non costituisce una previsione sulla crescita futura delle ricerche o delle inserzioni.

La lunghezza delle query ha conseguenze potenzialmente rilevanti per l'abbinamento pubblicitario. Una domanda articolata può contenere informazioni sul contesto d'utilizzo, sulle caratteristiche desiderate, sul prezzo o sulle condizioni che renderebbero un prodotto adatto alle esigenze dell'utente.

Questo non significa che ogni ricerca più lunga abbia una maggiore probabilità di generare un acquisto. Alcune conversazioni rimangono informative, altre riguardano attività prive di interesse commerciale. La qualità dell'intenzione d'acquisto dipende dal contenuto e dallo sviluppo della richiesta, non dal semplice numero di parole utilizzate.

Come cambia la selezione degli annunci nelle campagne Search

La pubblicità su Google AI Mode utilizza un sistema di abbinamento che considera sia la domanda formulata dall'utente sia, in determinate circostanze, il contenuto della risposta prodotta dall'intelligenza artificiale.

Google distingue due modalità principali.

La prima riguarda le ricerche nelle quali l'intenzione commerciale è già esplicita. Una richiesta relativa all'acquisto di un prodotto può attivare annunci pertinenti attraverso meccanismi simili a quelli della ricerca tradizionale.

La seconda riguarda l'abbinamento contestuale. Una persona potrebbe descrivere un problema domestico senza cercare direttamente un prodotto. Se la risposta dell'intelligenza artificiale suggerisce strumenti o soluzioni commerciali pertinenti, il sistema può individuare inserzioni collegate a quelle necessità.

Questa distinzione interessa particolarmente le strategie di targeting.

Secondo la guida ufficiale di Google Ads, le campagne Search che utilizzano AI Max o la corrispondenza generica possono partecipare sia all'abbinamento diretto sia a quello contestuale. Anche Shopping e Performance Max rientrano tra le tipologie di campagne idonee.

Le parole chiave a corrispondenza esatta e a frase, invece, rimangono associate alle richieste che esprimono direttamente un'intenzione commerciale e non partecipano all'abbinamento contestuale delle domande esplorative più ampie.

Ne deriva una possibile evoluzione nella gestione delle campagne Search. Accanto all'individuazione delle keyword commerciali, assume maggiore importanza la capacità degli strumenti pubblicitari di riconoscere bisogni espressi attraverso formulazioni differenti.

Questa maggiore flessibilità richiede attenzione al controllo della pertinenza. Un abbinamento contestuale può raggiungere utenti interessati a un argomento senza che abbiano ancora deciso di acquistare. Il valore di queste esposizioni deve essere valutato attraverso risultati misurabili, evitando di considerare ogni interazione esplorativa equivalente a una ricerca con intenzione d'acquisto immediata.

Campagne esistenti, aste pubblicitarie e limiti di controllo

La documentazione Google Ads chiarisce che gli inserzionisti non devono necessariamente creare campagne o budget separati per partecipare alle aste pubblicitarie nelle esperienze AI.

Le campagne Search, Shopping e Performance Max idonee possono concorrere attraverso i meccanismi già utilizzati dalla piattaforma, nei mercati e nelle lingue in cui il formato è disponibile.

Rimangono applicabili i modelli di offerta basati sul costo per clic e sulle conversioni, insieme alle normali regole delle aste Google Ads.

Esiste tuttavia una limitazione operativa importante: non è possibile selezionare esclusivamente AI Mode come posizionamento pubblicitario, né disattivare separatamente gli annunci in AI Mode o AI Overviews mantenendo invariata la partecipazione alle altre esperienze Search.

Gli inserzionisti conservano strumenti di controllo come le parole chiave escluse e le esclusioni del brand, ma non dispongono di un interruttore dedicato per acquistare soltanto il traffico proveniente dalla ricerca conversazionale.

Per le agenzie questo comporta una distinzione tra preparazione delle campagne e controllo effettivo della distribuzione. È possibile lavorare sulla pertinenza delle inserzioni, sugli obiettivi di conversione e sulle pagine di destinazione, ma la selezione dei singoli posizionamenti AI rimane legata ai sistemi di Google.

La visibilità dei prodotti dipende anche dalla qualità delle informazioni

L'estensione della pubblicità su Google AI Mode assume particolare rilevanza per il commercio elettronico.

Quando una persona confronta prodotti attraverso domande articolate, il sistema deve comprendere quali caratteristiche corrispondano alle esigenze espresse. Un catalogo che riporta soltanto denominazioni generiche e descrizioni insufficienti può offrire meno elementi utili per stabilire questa corrispondenza.

Google indica tra le buone pratiche per Shopping e Performance Max la presenza di dati Merchant Center completi e aggiornati, con titoli descrittivi, immagini adeguate, prezzi corretti, disponibilità delle informazioni commerciali e indicazioni su spedizioni e resi.

Nel corso del 2026, l'azienda ha inoltre annunciato nuovi attributi destinati a rendere più dettagliate le schede prodotto, includendo informazioni come accessori compatibili, alternative e risposte alle domande frequenti.

Il collegamento con le ricerche conversazionali è concreto. Se un utente chiede un prodotto compatibile con un determinato dispositivo, la disponibilità di informazioni corrette sulla compatibilità può contribuire alla valutazione della pertinenza.

Questo principio riguarda anche le pagine di destinazione. Contenuti chiari e aggiornati permettono ai sistemi automatizzati di utilizzare informazioni più affidabili sulle caratteristiche effettive di prodotti e servizi.

Nelle esperienze AI sono inoltre previsti formati che possono accompagnare gli annunci con spiegazioni generate dai modelli Gemini. Google aveva presentato nel maggio 2026 sperimentazioni come Conversational Discovery Ads e Highlighted Answers, progettate per collegare le proposte commerciali alle esigenze espresse durante la ricerca.

Occorre distinguere questi esperimenti dagli annunci multiturn annunciati a ottobre. I primi riguardano modalità di presentazione e spiegazione delle offerte; i secondi estendono la possibilità di mostrare inserzioni alle domande successive della conversazione.

Google precisa inoltre che le spiegazioni generate dall'intelligenza artificiale non coincidono con il testo pubblicitario scritto dall'inserzionista e non possono essere modificate o approvate manualmente come le normali creatività.

Per le imprese diventa quindi rilevante mantenere coerenti informazioni pubblicitarie, schede prodotto e contenuti del sito, anche quando una parte della presentazione viene elaborata automaticamente.

Clic e conversioni: cosa mostrano realmente i dati Google

Nell'annuncio del 28 ottobre compare un'altra indicazione sulle prestazioni della pubblicità su Google AI Mode.

Google riferisce che, all'interno di AI Mode, i tassi di clic degli elementi sponsorizzati nelle liste di prodotti sono già simili a quelli degli elementi organici.

La misurazione citata proviene da dati interni statunitensi raccolti tra il 20 agosto e il 3 settembre 2026.

Il confronto riguarda dunque una specifica categoria di risultati, in un determinato mercato e in un intervallo temporale limitato. Non dimostra che tutti gli annunci in AI Mode ottengano tassi di clic equivalenti ai risultati organici, né consente di stabilire che abbiano un rendimento economico superiore alle campagne tradizionali.

Il CTR misura il rapporto tra clic e impressioni. Non rappresenta direttamente il tasso di conversione, il costo di acquisizione di un cliente o il ritorno sulla spesa pubblicitaria.

Due annunci con una percentuale di clic simile possono produrre risultati commerciali differenti, soprattutto quando intercettano utenti in fasi diverse del processo decisionale.

Le nuove occasioni di esposizione durante le conversazioni potrebbero consentire alle imprese di raggiungere persone che stanno ancora valutando le alternative. Rimane però da verificare quanto questo traffico contribuisca effettivamente a vendite, richieste di preventivo o altri obiettivi misurabili.

Allo stato delle informazioni pubblicate, non esistono garanzie documentate di incremento delle conversioni o del rendimento delle campagne attribuibili all'espansione degli annunci multiturn.

Attribuzione delle conversioni e reporting ancora aggregato

Uno dei problemi operativi più delicati riguarda la misurazione.

La guida Google Ads stabilisce che impressioni, clic, costi e conversioni degli annunci visualizzati nelle esperienze AI vengono inclusi nei normali rapporti delle campagne idonee.

Anche le query che attivano le inserzioni confluiscono, in forma aggregata, nei rapporti sui termini di ricerca.

Questo permette di comprendere il contributo complessivo delle campagne, ma introduce un limite per chi desidera analizzare separatamente il rendimento degli annunci visualizzati nelle conversazioni.

La documentazione non prevede infatti un sistema autonomo di reporting che consenta di isolare sistematicamente tutti i risultati di AI Mode rispetto alle altre superfici pubblicitarie di Google Search.

Un'agenzia può rilevare un cambiamento nel volume delle conversioni, nei costi o nelle interrogazioni associate a una campagna, ma non attribuire automaticamente tale variazione all'espansione della pubblicità conversazionale.

Il problema diventa più complesso quando l'utente compie diverse ricerche prima di concludere un acquisto. Una prima interazione potrebbe essere informativa, una successiva orientata al confronto e una terza esplicitamente commerciale.

Gli annunci multiturn aumentano le occasioni nelle quali una proposta pubblicitaria può intervenire durante questo percorso. Non dimostrano però che ogni esposizione contribuisca alla conversione né risolvono, da soli, le difficoltà di attribuzione del valore ai diversi contatti.

La qualità della misurazione dipende anche dalla configurazione degli strumenti di tracciamento. Google raccomanda l'utilizzo di dati di conversione affidabili, provenienti dai propri sistemi di misurazione e, quando pertinente, dall'importazione delle conversioni offline.

Per le imprese che raccolgono richieste commerciali attraverso moduli o contatti telefonici, il numero iniziale di lead potrebbe non essere sufficiente a valutare la qualità delle campagne. Collegare le richieste agli esiti effettivi delle trattative permette di distinguere il semplice interesse dalla generazione di opportunità commerciali concrete.

Quali conseguenze per le agenzie e gli inserzionisti italiani

L'arrivo della pubblicità su Google AI Mode in nuovi mercati non impone un cambiamento immediato alle campagne rivolte esclusivamente all'Italia, dove l'annuncio del 28 ottobre non conferma l'attivazione del formato.

Per le aziende italiane che operano anche nei Paesi interessati dall'espansione, la situazione è diversa. La disponibilità locale può rendere rilevante verificare l'idoneità delle campagne esistenti, la lingua utilizzata e la qualità dei dati messi a disposizione dei sistemi pubblicitari.

Le indicazioni tecniche di Google suggeriscono alcune aree di attenzione: correttezza del tracciamento, completezza delle informazioni commerciali, coerenza delle pagine di destinazione e controllo delle corrispondenze tra ricerche e annunci.

Non si tratta di interventi che garantiscono la presenza delle inserzioni nelle risposte AI. Sono condizioni che possono contribuire a migliorare la qualità delle informazioni utilizzate durante la selezione pubblicitaria.

Resta inoltre necessario distinguere la maggiore copertura potenziale dall'efficienza economica. L'accesso a ulteriori occasioni di impression non assicura un costo per acquisizione inferiore e potrebbe comportare risultati differenti in funzione del settore, della concorrenza e delle caratteristiche della domanda.

L'espansione di ottobre offre quindi alle agenzie un motivo concreto per osservare l'evoluzione delle campagne Search nei mercati già abilitati, senza anticipare risultati che non dispongono ancora di riscontri sufficienti.

Il punto più significativo riguarda il passaggio dalla singola ricerca a una sequenza di domande nella quale l'intenzione commerciale può emergere gradualmente. Con gli annunci multiturn Google introduce una modalità per monetizzare anche queste interazioni successive, mentre lascia invariato un vincolo essenziale per la valutazione degli investimenti: i risultati pubblicitari continuano a essere misurati prevalentemente attraverso i rapporti aggregati delle campagne.

Finché non saranno disponibili dati più specifici sulle prestazioni delle inserzioni conversazionali, l'effetto reale dell'espansione dovrà essere valutato attraverso conversioni, costi e qualità del traffico, distinguendo le opportunità offerte dal nuovo formato dai risultati effettivamente ottenuti.