Business

Bio poliammide: il materiale del futuro

Contenuto curato da Massimo Chioni

Negli ultimi anni, la sempre più diffusa consapevolezza di un buon riciclo della plastica ha anche aiutato la presa di coscienza di quanto sia importante e diffuso questo versatile materiale al giorno d’oggi.

Dalla più semplice bottiglia alle iconiche sedie bianche da spiaggia, dai giocattoli per bambini alle costose confezioni per i trucchi. Dietro ogni prodotto c’è la scelta di un tipo di plastica ben preciso, in base alle proprietà che il prodotto finale deve possedere.

Le tipologie attualmente più utilizzate sono l’ABS, ovvero l’acrilonitrile butadiene stirene, il PP, ossia il propilene e infine una famiglia di plastiche chiamate poliammidi.

Cos’è un Poliammide

Un poliammide non è altro che una termoplastica principalmente utilizzata in settori industriali grazie alle sue proprietà di resistenza al calore, rigidità ed elevata stabilità meccanica sul lungo periodo.

Essere una termoplastica significa avere una struttura chimica formata da catene lineari poco ramificate e dai legami tra loro deboli o addirittura inesistenti.
Questa struttura non reticolata ne permette la modellazione tramite il solo aumento della temperatura, che renderà il materiale viscoso e malleabile.

La famiglia dei poliammidi si identifica dalla sigla PA, rappresentante le prime due lettere del nome, e attualmente i polimeri più diffusi ed utilizzati sul mercato sono PA 6, PA 6.6 e PA 12, ognuno con le proprie proprietà fisiche.

A proposito di proprietà fisiche, i poliammidi oltre alla già citata facilità di lavorazione e alla elevata stabilità meccanica, hanno una notevole resistenza all’olio e al calore i quali portano solitamente le plastiche a deteriorarsi nel medio-breve periodo.
Questa caratteristica ha facilitato la già rapida diffusione dei poliammidi nei settori automobilistici e meccanici in generale, ma anche elettrotecnico e fotovoltaico.

Alcuni esempi di utilizzo molto comuni nell’ambito industriale sono le guide lineari che tracciano il percorso di motori elettrici, i profili di scorrimento delle forche nei carrelli elevatori, ma anche le guaine di alcuni cavi con nucleo metallico.

Poliammide riciclato

Torna però il problema dello smaltimento della plastica dopo l’utilizzo, sia breve che lungo.
I poliammidi risolvono questa questione grazie alle strabilianti proprietà descritte precedentemente.
Questo materiale infatti permette un riciclo completo, senza perdere le proprietà meccaniche che lo rendono così speciale.
Per applicazioni specifiche, il poliammide PA6.6 GF25, dopo essere stato riciclato prende questo nome grazie al rinforzo con fibre di vetro che ne permettono una riqualificazione strutturale e garantiscono un utilizzo pari, se non migliore, alla prima vita dell’oggetto.

Bio Poliammide

Nel caso in cui nemmeno il riciclo completo dovesse essere sufficiente per la sostenibilità del pianeta, da qualche anno è stato introdotto sul mercato uno speciale poliammide prodotto da fibre vegetali.

Questa plastica prende il nome di bio poliammide e, oltre a combinare le proprietà della sua famiglia di polimeri, offre una soluzione sostenibile a tutti i produttori che non vogliono scendere a compromessi sul piano della salvaguardia del pianeta.
Il bio poliammide, identificato dalla sigla Bio-PA, permette infatti di ottenere determinate certificazioni ambientali se utilizzato in progetti di costruzione edile a grande scala.

Parlando della produzione e di dati concreti, il Bio-PA è una plastica ottenibile dal ricino, che abbandona totalmente il petrolio durante la produzione della stessa.
Questo tipo di produzione permette di ridurre del 62 percento il consumo di anidride carbonica generata durante la formazione della plastica, risparmiando fino al 23 percento dell’energia necessaria di origine fossile.

I vantaggi non sono finiti, infatti al contrario dei poliammidi classici che hanno una riciclabilità pari a due o pochi più cicli, i bio poliammidi hanno una riciclabilità potenzialmente infinita, eliminando completamente la problematica questione dello smaltimento.

Produzione ed industria

Entrando più nello specifico dei nomi delle plastiche, RILSAN fa parte dei poliammidi che sono tra i più diffusi sul mercato globale, possedendo anche la controparte bio sostenibile denominata RILSAN 11.

Tra le aziende italiane che sono da sempre pioniere in ambito di rivestimenti tecnoplastici, non si può non citare RTM SRL, un’azienda in provincia di Monza Brianza che da anni è al centro della produzione e dell’innovazione di tecnoplastiche.
L’azienda è contattabile tramite l'omonimo sito internet www.r-t-m.it.

L’innovazione si nasconde anche in campi silenziosi e nascosti come quello della plastica, quindi per restare sempre al passo, è sempre consigliabile affidarsi a professionisti che oltre a saper fare il proprio mestiere, sono in grado di consigliare le ultime sperimentazioni in campo ingegneristico.