Google Ads introduce due nuovi strumenti per decidere quali reti pubblicitarie debbano ricevere il budget di una campagna prima delle altre. Le funzionalità, annunciate il 14 ottobre 2026, permettono agli inserzionisti di assegnare differenti livelli di priorità ai canali e di stabilire quale quota della spesa giornaliera destinare a quelli considerati secondari.
La novità riguarda un problema concreto nella gestione delle campagne: fino a oggi, chi voleva contenere la spesa sui partner di ricerca o sulla Rete Display di Google poteva intervenire soprattutto attraverso l'attivazione o l'esclusione dei canali disponibili. Con il nuovo sistema diventa possibile mantenere attiva una rete pubblicitaria, attribuirle una priorità inferiore e limitarne l'assorbimento del budget.
Il controllo del budget pubblicitario su Google acquista così una dimensione più dettagliata, pur continuando a dipendere dagli algoritmi che distribuiscono gli investimenti in base agli obiettivi delle campagne.
Le funzionalità si chiamano Channel Prioritization e Budget Allocation. Il rilascio progressivo è iniziato il 15 ottobre 2026 e interessa quattro tipologie di campagne: Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen. La disponibilità effettiva dipende dal tipo di campagna e dall'avanzamento dell'attivazione nei singoli account.
Indice
- 1 Come funzionano le priorità tra Google Search, partner di ricerca e Rete Display
- 2 Budget Allocation: una percentuale per contenere la spesa sui canali secondari
- 3 Le differenze tra Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen
- 4 Impostazioni a livello di account, campagna e budget condiviso
- 5 Il cambiamento previsto per febbraio 2027 nelle campagne Search
- 6 Come verificare se le nuove funzionalità sono già disponibili
- 7 Cosa cambia nella valutazione delle performance pubblicitarie
- 8 Il margine di intervento degli inserzionisti resta legato all'automazione
Come funzionano le priorità tra Google Search, partner di ricerca e Rete Display
La prima novità consiste nella possibilità di classificare i canali pubblicitari attraverso due livelli: High Priority, per quelli prioritari, e Low Priority, per quelli secondari.
Quando una campagna dispone di un budget limitato, il sistema cerca di indirizzare inizialmente la spesa verso le reti con priorità elevata. Soltanto dopo aver soddisfatto le opportunità compatibili con le impostazioni della campagna può distribuire il budget residuo sui canali secondari.
Il funzionamento è particolarmente interessante per le campagne Search, dove gli inserzionisti possono distinguere Google Search, i partner di ricerca e la Rete Display di Google.
Un'azienda che considera le ricerche effettuate direttamente su Google più importanti delle impressioni generate sulla Rete Display può mantenere il motore di ricerca nel livello prioritario e assegnare alla rete di siti e applicazioni una priorità inferiore.
La scelta non comporta necessariamente la disattivazione della pubblicità Display. Significa invece indicare al sistema una gerarchia da rispettare nella distribuzione delle risorse, compatibilmente con la disponibilità di traffico e con gli obiettivi di rendimento.
Tutti i canali sono inizialmente impostati su High Priority. È quindi necessario intervenire sulle impostazioni quando si desidera differenziarli.
Il comportamento cambia in relazione alla strategia d'offerta adottata. Nelle campagne che utilizzano un CPA target, ossia un costo per acquisizione desiderato, oppure un ROAS target, cioè un rendimento pubblicitario atteso, Google continua a considerare questi obiettivi nella scelta delle opportunità da acquistare.
Se il budget è limitato, i canali prioritari ricevono la precedenza finché possono generare risultati coerenti con il target. L'eventuale disponibilità economica residua può quindi essere utilizzata sui canali secondari capaci di rispettare gli stessi parametri.
Quando invece una campagna con CPA o ROAS target non è limitata dal budget, la sola assegnazione delle priorità generalmente non modifica la distribuzione della spesa. Il sistema continua a ottimizzare le offerte sui diversi canali per raggiungere l'obiettivo economico.
È una distinzione essenziale: assegnare una priorità elevata non equivale a garantire una percentuale prestabilita degli investimenti a una determinata rete.
Budget Allocation: una percentuale per contenere la spesa sui canali secondari
La seconda funzionalità interviene direttamente sulla quota di budget utilizzabile dai canali classificati come Low Priority.
Attraverso Budget Allocation, l'inserzionista può indicare una percentuale del budget giornaliero medio della campagna che desidera destinare a una rete secondaria.
Il calcolo viene effettuato sul budget medio impostato, non sulla spesa effettivamente sostenuta durante la giornata.
Considerando, a titolo di esempio, una campagna con un budget medio di 200 euro al giorno, un'allocazione del 10% alla Rete Display corrisponderebbe a un obiettivo di spesa massima giornaliera di 20 euro su quel canale.
Esiste però una precisazione tecnica rilevante: la percentuale costituisce un limite indicativo, applicato secondo il principio del best effort, e non un tetto rigido garantito in ogni giornata.
L'algoritmo cerca di rispettare la soglia indicata, ma può occasionalmente superarla. Questo può accadere anche nelle giornate in cui la campagna spende più del proprio budget medio giornaliero, secondo le regole applicabili alla gestione della spesa.
Le allocazioni si azzerano e si ricalcolano ogni giorno. Eventuali importi non utilizzati o superamenti della soglia non vengono trasferiti automaticamente al giorno successivo.
La distinzione ha conseguenze pratiche per le aziende che devono rispettare limiti amministrativi rigorosi. Un'allocazione del 10% permette di orientare la spesa verso quella percentuale, ma non rappresenta uno strumento di blocco contabile al raggiungimento dell'importo corrispondente.
Il controllo del budget pubblicitario su Google diventa quindi più flessibile nella distribuzione tra reti, senza trasformarsi in una garanzia assoluta sul costo giornaliero di ciascun canale.
La possibilità di impostare una percentuale pari a zero offre invece una modalità per impedire la spesa su un canale secondario, quando questa impostazione è supportata dalla campagna.
Le differenze tra Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen
Le nuove impostazioni non offrono lo stesso livello di dettaglio in tutte le campagne Google Ads.
Nelle campagne Search è possibile intervenire separatamente su Google Search, partner di ricerca e Rete Display. Nelle campagne Shopping, invece, la distinzione prevista riguarda Google Search e i partner di ricerca.
Per Performance Max la struttura è differente. Le superfici pubblicitarie di proprietà di Google vengono riunite nel gruppo denominato Google Channels, mentre i partner di ricerca e la Rete Display possono ricevere livelli di priorità distinti.
Il raggruppamento comprende superfici come Search, YouTube, Maps, Gmail e Discover. Con i nuovi controlli di Performance Max non è quindi possibile attribuire singolarmente a YouTube una priorità diversa da quella assegnata a Search all'interno del gruppo Google Channels.
Questa impostazione conserva una parte importante dell'automazione caratteristica di Performance Max, che distribuisce gli annunci su molteplici superfici pubblicitarie.
Per Demand Gen sono previsti i gruppi Google Channels e Google Display Network, ma con una limitazione specifica: è disponibile la prioritizzazione dei canali, non la funzionalità di allocazione percentuale del budget.
Chi utilizza Demand Gen può quindi intervenire sulla precedenza assegnata ai gruppi disponibili, senza applicare le stesse soglie percentuali previste per le altre tipologie di campagne.
La differenza merita attenzione soprattutto quando vengono confrontate strategie pubblicitarie sviluppate con strumenti differenti. Le funzionalità di distribuzione del budget non devono essere considerate automaticamente equivalenti soltanto perché appartengono alla stessa piattaforma.
Impostazioni a livello di account, campagna e budget condiviso
Il nuovo controllo del budget pubblicitario su Google permette di intervenire anche sul livello amministrativo al quale applicare le priorità.
Le impostazioni possono essere definite per una determinata tipologia di campagne a livello di account, creando una configurazione predefinita utilizzabile dalle campagne idonee.
È comunque possibile introdurre eccezioni per una singola campagna o per un budget condiviso. Le configurazioni specifiche prevalgono sulle impostazioni generali dell'account.
Questo meccanismo consente, ad esempio, di mantenere i partner di ricerca in posizione secondaria nella maggior parte delle campagne Search, attribuendo loro una priorità differente in quelle per le quali esistono ragioni operative o risultati documentati che giustificano una diversa distribuzione.
Per i budget condivisi esistono condizioni aggiuntive. Le campagne collegate devono appartenere alla stessa tipologia affinché possano utilizzare le nuove impostazioni di prioritizzazione e allocazione.
Inoltre, la percentuale assegnata a un canale secondario viene calcolata considerando l'intero budget condiviso, anziché il budget di ogni singola campagna.
Anche gli esperimenti pubblicitari presentano alcune limitazioni. Le funzionalità possono essere utilizzate negli esperimenti personalizzati, ma non sono supportati i budget condivisi tra più campagne all'interno di questi test e i canali vengono trattati con lo stesso livello di priorità.
Sul piano operativo, le configurazioni possono essere gestite direttamente attraverso Google Ads e Search Ads 360. L'assistenza tramite Google Ads API e Google Ads Editor è prevista successivamente, senza una data definitiva di disponibilità indicata nella documentazione consultata.
Le nuove priorità, inoltre, non possono essere configurate direttamente da un account amministratore manager. Occorre intervenire negli account cliente interessati.
Il cambiamento previsto per febbraio 2027 nelle campagne Search
Il rilascio introduce anche una scadenza operativa per gli inserzionisti che utilizzano le campagne Search con la Rete Display attivata.
A partire da febbraio 2027, Google prevede la migrazione automatica delle campagne che utilizzano l'attuale modalità Display Expansion verso il nuovo sistema di prioritizzazione e allocazione.
La modifica comporterà l'abbandono delle precedenti regole di distribuzione della spesa tra ricerca e Display. Di conseguenza, le campagne interessate potrebbero registrare cambiamenti nelle proporzioni di investimento tra Google Search, partner di ricerca e Rete Display.
Per conservare un comportamento analogo alla configurazione precedente, Google indica la possibilità di impostare la Rete Display su Low Priority e assegnarle un'allocazione giornaliera del 50%, sempre con il limite tecnico del best effort.
Non significa che metà del budget venga necessariamente spesa sulla Display. La percentuale definisce il livello massimo indicativo della quota che il sistema può destinare a quel canale.
Gli inserzionisti che configurano anticipatamente le nuove priorità non devono attendere febbraio 2027 affinché queste abbiano effetto. Quando la funzionalità è disponibile nell'account e viene attivata sulla campagna, le nuove regole sostituiscono immediatamente il precedente comportamento di Display Expansion.
Un'ulteriore modifica riguarda la strategia Target Impression Share: con il passaggio previsto per febbraio 2027, la Rete Display non verrà più utilizzata dalle campagne Search che adottano questa modalità d'offerta.
Il calendario distingue quindi due momenti. Il primo, avviato il 15 ottobre 2026, riguarda la disponibilità progressiva dei nuovi controlli. Il secondo, previsto per febbraio 2027, interessa la migrazione della configurazione Display Expansion esistente.
Come verificare se le nuove funzionalità sono già disponibili
L'annuncio pubblicato il 14 ottobre non equivale all'attivazione contemporanea delle nuove impostazioni su tutti gli account pubblicitari.
La distribuzione avviene progressivamente su scala globale e può variare in base alla tipologia di campagna.
Per verificare la disponibilità, gli inserzionisti possono accedere alle impostazioni dell'account Google Ads e cercare la sezione Channel Prioritization. Quando presente, questa permette di selezionare la tipologia di campagna e definire i livelli High Priority e Low Priority per i canali disponibili.
Le impostazioni possono essere raggiunte anche dalla configurazione della singola campagna, dove è possibile applicare regole specifiche rispetto ai valori predefiniti dell'account.
L'assenza della sezione nell'interfaccia non indica necessariamente un problema tecnico o un'incompatibilità permanente. Può semplicemente dipendere dall'avanzamento del rilascio.
Al 6 novembre 2026, la documentazione ufficiale descrive un'attivazione progressiva, senza garantire che le funzionalità siano già utilizzabili da ogni inserzionista.
Il controllo del budget pubblicitario su Google deve quindi essere valutato distinguendo tre situazioni: funzionalità annunciate, controlli effettivamente disponibili nell'account e impostazioni già applicate alle campagne.
Questa distinzione interessa anche le agenzie che amministrano numerosi account, perché non è possibile presumere che tutte le aziende gestite dispongano delle medesime opzioni nello stesso momento.
Cosa cambia nella valutazione delle performance pubblicitarie
La possibilità di mantenere attive reti secondarie con una quota di budget contenuta offre agli inserzionisti un'alternativa alla loro esclusione completa.
Un'azienda che aveva disattivato i partner di ricerca perché assorbivano una parte eccessiva dell'investimento può valutare la riattivazione del canale, assegnandogli una priorità inferiore e un'allocazione percentuale ridotta.
La decisione, tuttavia, richiede dati sufficienti per verificare se quella rete produca risultati economicamente sostenibili.
Le metriche da considerare dipendono dagli obiettivi della campagna. Per le attività orientate all'acquisizione di contatti acquistano rilievo il costo per conversione e la qualità dei contatti generati. Nell'e-commerce assumono maggiore importanza il valore delle conversioni, il ROAS e la redditività delle vendite attribuite alla pubblicità.
Una rete che registra un costo per clic più basso può comunque produrre risultati peggiori se il traffico acquisito genera poche conversioni. Viceversa, un canale con volumi inferiori può meritare un investimento aggiuntivo quando contribuisce agli obiettivi commerciali con costi sostenibili.
La disponibilità delle nuove impostazioni non elimina quindi la necessità di analizzare le performance per rete, né garantisce automaticamente un miglioramento del rendimento pubblicitario.
Le modifiche alla priorità possono anche alterare la composizione del traffico rispetto ai periodi precedenti. Una riduzione delle conversioni provenienti da una rete secondaria, ad esempio, potrebbe dipendere dalla minore disponibilità di budget anziché da un peggioramento della sua efficacia.
Per interpretare correttamente i risultati occorre tenere conto delle date di attivazione delle nuove impostazioni, delle modifiche alle strategie d'offerta e delle variazioni apportate ai budget.
La documentazione Google precisa inoltre che, nelle campagne non limitate dal budget e ottimizzate per determinati obiettivi di rendimento, le priorità possono avere un effetto ridotto o nullo sulla distribuzione della spesa. Le allocazioni percentuali impostate sui canali secondari continuano invece a essere considerate.
Il margine di intervento degli inserzionisti resta legato all'automazione
Le nuove funzionalità modificano il rapporto tra le preferenze dell'inserzionista e le decisioni automatiche della piattaforma.
L'azienda può stabilire quali reti debbano ricevere maggiore attenzione nella distribuzione delle risorse e indicare soglie percentuali per quelle secondarie. La selezione delle singole opportunità pubblicitarie continua però a dipendere dalle strategie d'offerta, dagli obiettivi impostati e dai sistemi automatici di Google Ads.
Il controllo del budget pubblicitario su Google non permette quindi di determinare con precisione assoluta dove verrà speso ogni euro, soprattutto quando si utilizzano campagne che raggruppano più superfici pubblicitarie.
Resta inoltre una differenza tra il budget complessivo assegnato a una campagna e le quote utilizzabili dai singoli canali. Le nuove percentuali servono a orientare la distribuzione interna della spesa, senza sostituire le impostazioni generali del budget.
Per le campagne Performance Max, ad esempio, l'inserzionista continua a non poter utilizzare la nuova prioritizzazione per separare individualmente tutte le superfici comprese nei Google Channels. Una campagna Search offre invece una distinzione più specifica tra ricerca Google, partner e Display.
Il cambiamento più concreto riguarda gli investimenti che finora venivano gestiti attraverso una scelta netta tra attivazione ed esclusione. La possibilità di mantenere una rete secondaria con un'allocazione limitata consente di raccogliere dati e verificarne il rendimento senza lasciarle automaticamente la stessa precedenza delle reti principali.
Per le campagne Search con Display Expansion, l'appuntamento operativo è già definito: febbraio 2027 segnerà il superamento della precedente configurazione di distribuzione del budget. Gli inserzionisti che intendono conservarne il comportamento dovranno verificare la disponibilità dei nuovi controlli e valutare la configurazione della Rete Display prima della migrazione.
