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Personal Branding, i consigli di Riccardo Scandellari

Riccardo Scandellari
Contenuto curato da Anna Fata

Intervista a Riccardo Scandellari
di Anna Fata

Nuova opera editoriale dell’ormai famoso guru italiano del Personal Branding, Riccardo Scandellari.

Dopo “Fai di te stesso un brand”, “Net branding” e “Promuovi te stesso”, l’Autore ci riprova con quello che ha tutte le premesse per essere il suo ennesimo grande successo editoriale: “Rock’n blog”.

Il libro, edito da Mondadori, si propone di aiutare il lettore a diventare una vera e propria “rockstar della comunicazione digitale”. Come? Conducendo il lettore attraverso un percorso meticoloso e accurato di apprendimento e messa in atto di conoscenze strategiche per affermarsi sul piano comunicativo che poi potrà dare luogo a una vera e propria svolta professionale.

Promuoversi nel Web e nei Social è un processo che richiede impegno, cura, attenzione, dedizione costante e continua. E’ un lavoro che si rivolge a chi è disposto a operare un cambiamento profondo di se stesso. Non si tratta solo di conoscere la comunicazione, il marketing, le nuove tecnologie, ma anche e soprattutto di cambiare la propria forma mentis, il proprio modo di porsi e di relazionarsi. Tutto questo il libro di Scandellari ce lo insegna facendoci lavorare sulla fiducia che è alla base delle relazioni più solide, sui contenuti, sul brand positioning, e molto altro.

Mi sento di consigliare questo libro perché a mio avviso svela tanti piccoli dettagli, spesso molto sottili che anche chi sta nel Web e nei Social da anni non sempre coglie, che è importante osservare e curare per coltivare giorno dopo giorno il proprio Personal Branding.

Per approfondire, abbiamo deciso di rivolgere alcune domande all'Autore:

Come è nata l’idea di questo libro?

R: Arrivato al quarto libro ho pensato di creare qualcosa di diverso, un’opera che fosse più divulgativa ma profonda. La sintesi di quello che avrei voluto conoscere io cinque anni fa. Mi sono detto, “cosa ti diresti per farti progredire più velocemente se potessi mandare delle informazioni indietro nel tempo?”. Il libro nasce da questo ragionamento.

A chi si rivolge principalmente Rock’n blog?

R: A chiunque senta l’esigenza di migliorare e migliorarsi sul fronte comunicazione online. Dal professionista a chi cerca lavoro.

Ci offri un consiglio per la coltivazione del Personal Branding rivolto a chi per la prima volta si affaccia nel Web e nei Social?

R: Non credo esista ormai qualcuno che si affaccia per la prima volta al digital oggi in Italia. I consiglio lo do a chi ha comunicato in modo disordinato. Dal disordine e dalla poca cura delle impressioni che diamo all’esterno deriva il pericolo di essere classificati male e danneggiare la nostra reputazione. Il consiglio è questo: “cosa penseresti di te guardando quello che fino ad oggi hai pubblicato su Facebook?

Il consiglio per chi il Personal Branding online lo cura già da tanti anni?

R: Direi di fare una bella verifica sulla comunicazione fatta nell’ultimo anno. A chi mi sono rivolto? Ho pensato al pubblico o a me stesso? Ho parlato ai bisogni di chi ha visto i contenuti o solo al mio ego?

“Il blog non è uno strumento obsoleto” tu affermi nel tuo libro: Come potremmo avvalerci in modo del tutto unico e innovativo del nostro blog al fine di emergere tra le tante mucche marroni nel Web?

R: Il blog diventa inutile se non hai ottimi e frequenti contenuti e non avrei curato l’ecosistema che lo regge. Il blog da solo non ottiene visite, va curato il posizionamento e la distribuzione dei contenuti. Va pensata anche una strategia a pagamento, nel caso lo avessimo per ottenere lavoro. Se un cliente ti porta 1.000 euro, saresti disposto a spenderne 50 per ottenere visibilità? Una domanda chiave.

Video sì, video no. Quanto conta oggi l’immagine visiva nel Web nei Social e come possiamo coltivarla al meglio, anche se non siamo tutti dei fotomodelli?

R: L’immagine è tanto, tantissimo, ma c’è il limite della capacità di creazione delle percezioni. Se nei video non sei al massimo: brillante, divertente e rilevante. Evita di perdere tempo e infondere pessime percezioni in chi ti vede. Il testo è più “semplice” perché non ha il linguaggio non verbale e tutta la questione tecnica del video.

Grande domanda finale sul futuro: secondo te quale sarà il futuro del Web e come possiamo prepararci al meglio fin da oggi per affrontarlo?

R: Non ne ho proprio idea. Posso dirti come lo affronto io. Creo costantemente contenuti interessanti rivolti ad un pubblico che potrebbe portarmi lavoro e contatti.

Rock’n blog, libro di Riccardo Scandellari

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